Notes/Appunti
Les endroits pour mes prochaines aventures / Appunti per i miei prossimi viaggi
Bretagna
Da "Marea Bretone" di Jean-Luc Bannalec
<< Dupin aveva scoperto il fascino di Le Conquet e di quella parte della costa occidentale l'anno precedente, in occasione di una «gita di lavoro» organizzata da Nolwenn, a cui aveva partecipato tutto il personale della stazione di polizia, durante la quale avevano visitato la Pointe de Corsen, la punta più occidentale della Bretagna e, di conseguenza, della Francia. Il tour si era rivelato molto piacevole, nonostante il profondo scetticismo iniziale con cui Dupin era solito accogliere simili attività. Erano tornati verso mezzanotte, in un'atmosfera molto vivace. Quello non era solo il luogo più occidentale della Francia, ma, a eccezione di un piccolo tratto di costa portoghese e spagnola, era la punta più occidentale del continente europeo; non solo, era anche la punta della gigantesca placca continentale eurasiatica, che si estendeva dal Pacifico a settemila chilometri di distanza e abbracciava la Siberia e la Cina. Era una delle moderate esagerazioni bretoni. Ogni bretone degno di questo nome andava in pellegrinaggio alla Pointe de Corsen.
Ovviamente, l'intenzione segreta di Nolwenn nella scelta di questa destinazione per l'escursione era stata quella di compiere un nuovo atto simbolico volto alla bretonizzazione di Dupin. L'escursione era iniziata sotto uno splendido sole a Saint-Mathieu, luogo magico e ricco di innumerevoli leggende, con alte rocce spazzate dal vento, un bellissimo faro e le rovine di un'antica abbazia del VI secolo, ed era stata seguita da un abbondante e sontuoso pranzo a Le Conquet; da lì, passando per la Pointe de Corsen e l'incantevole cittadina di Porspoder, avevano raggiunto le spiagge di Lampaul-Ploudalmézeau, di una bellezza quasi ultraterrena. Forse questa era la parte della costa bretone che aveva colpito di più Dupin. Sapeva che era un'affermazione stupida, ma l'aveva ripetuta molto spesso. Era la più remota e solitaria, la più ruvida e aspra.
Al Sud, nella «sua» regione, la terra, i campi, le valli e i prati arrivavano fino alla costa e finivano bruscamente in mare; ma lì erano chiaramente terraferma. In quella zona era diverso. La tremenda potenza dell'Atlantico e dei forti venti, così come la schiuma incredibilmente fine e salata che si muoveva per chilometri, modellavano la natura anche nell’entroterra. Di conseguenza, a eccezione di alcune querce o pinete, il paesaggio era arido e la vegetazione rada, caratterizzata dalle tipiche stoppie e da felci, arbusti, cespugli, sabbia, rocce, falesie, nero più scuro al giallo-verde più brillante, che facevano concorrenza all'assenza di qualsiasi altra bellezza. Era un paesaggio forte, potente, magnifico. Forse la vista più impressionante la si aveva dalla strada in riva al mare tra Penfoul e Trémazan, anche se era certamente ancora migliore dall'infinito percorso dei contrabbandieri che correva lungo l'intera costa.
Anche le case avevano un aspetto più solido e massiccio di quelle della regione meridionale; fatte di granito più scuro, sembravano tante piccole fortezze che proclamavano la loro secolare resistenza. Come sull’Île-de-Sein, erano costruite molto vicine l'una all'altra.
Dopo aver raggiunto Le Conquet, Dupin percorse gli stretti vicoli in direzione del centro, poi prese la strada per il moderno porto dei pescherecci, dove attraccavano anche i traghetti per l’Île d’Ouessant e l’Île-Molène.
Ben presto gli apparve davanti la baia a forma di tubo, l'inizio dello stretto braccio di mare che costituiva uno dei porti naturali meglio protetti, opposto a una penisola rocciosa ricoperta di terra verde. Dalla banchina del porto alla penisola c'erano circa duecento metri, uno spazio di manovra sufficiente anche per barche di grandi dimensioni. Un lungo frangiflutti si apriva all'ingresso del bacino. Alla fine del braccio di mare c'era il Vieux Port, il porto vecchio, vicino al pittoresco centro della città.
Dupin lasciò l'auto nell'ampio piazzale dietro il molo, dove parcheggiavano anche i visitatori che venivano sulle isole in giornata. >>

Basse-Normandie
Département dell'Orne
Abbaye Notre-Dame de la Trappe
Route de la Trappe, 61380 Soligny-la-Trappe, Francia
La Birra trappista
Il nome “Trappista” deriva dall’Abbazia di Notre-Dame de La Trappe, una delle abbazie fondatrici dell’ordine trappista in Francia.
Normandie
Dal video: "Normandia on the road - Piccole Perle e Grandi Emozioni" alcuni luoghi da scoprire: Da Omaha Beach a Biville con le sue dune (Camping Vauville, area sosta), passando per Gouville-sur-Mer già vista, con le sue casette colorate in spiaggia, da Trouville-sur-Mer, paese tipo Dunkirk (parcheggio a pagamento c/o la stazione), a Veules-les-Roses dove scopriamo il fiume più corto. (parcheggio).

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